“Michele è morto”. 27 anni e amato da tutti, se n’è andato così – IL VIDEO – Caffeina


“Michele è morto”. 27 anni e amato da tutti, se n’è andato così. E una bimba di 18 mesi non correrà mai col suo papà


 

Un dolore immenso, un incidente terribile che ha visto perdere la vita un ragazzo di soli 27 anni mentre viaggiava a bordo della sua moto sull’autostrada A1. Parenti e amici si sono riuniti di fronte alla pizzeria dove il ragazzo lavorava, per manifestare tutta la propria vicinanza ai genitori e ricordare con parole commosse Michele Morsillo: “Aveva voglia di vivere, amava la vita in ogni sua forma. Lascia un bimbo di 18 mesi e una moglie di 27 anni. Una tragedia enorme”. A parlare Veronica Ursillo, una delle dipendenti del locale “Na Pizza” di via Adua a Reggio, ricordando così l’amico che non c’è più. Sulla saracinesca campeggia ora la scritta “Chiuso per lutto”. Come scrive La Gazzetta di Reggio, qualcuno ha voluto lasciare a suo modo un piccolo contributo, posando a terra un biglietto che recita. “Non mi vedete da un po’ di tempo. Ho saputo, mi spiace tanto”. Michele era uno dei pizzaioli più conosciuti della zona e lavorava anche in un altro locale, il Panem Et Oleum di via Pasteur. (Continua a leggere dopo la foto)

Il ragazzo è scomparso dopo uno scontro in autostrada, all’altezza di Modena, con una vettura. Michele Morsillo, pugliese originario di San Nicandro Garganico in provincia di Foggia, viveva a Reggio Emilia da oltre vent’anni, da quando i genitori si erano insediati in una palazzina dopo l’Italghisa verso Sesso. Sempre attraverso le pagine de La Gazzetta di Reggio, la collega Veronica ricorda: “Insieme ad altri amici abbiamo condiviso tante uscite. Aveva un cuore d’oro. Insegnava a mio figlio come fare le pizze”. (Continua a leggere dopo la foto)
“So che il suo sogno – conclude Veronica, ricordando la passione per le due ruote di Michele – era comprare la moto, la stessa che l’ha ucciso. Per la famiglia sarà un periodo terribile, lui e il fratello Stefano erano inseparabili”. I primi passi da pizzaiolo Michele li aveva compiuti alla pizzeria “Zio Pasquale”. “Sì, sono stato io a insegnargli il mestiere – conferma il titolare Pasquale Muto – Due anni fa l’ho aiutato ad avviare l’attività in via Adua, restando per sei mesi. Poi ha proseguito da solo”. (Continua a leggere dopo al foto)

Oltre ai turni massacranti del lavoro, Michele era pieno di interessi: in primis il brazilian ju jitsu, una specialità nella quale ha vinto anche diversi premi. “Era cintura viola e per motivi di orario si allenava alla palestra Your Fit di via Soglia, dove io faccio l’istruttore di capoeira” spiega Riccardo Moreno, neo campione italiano. La passione per il Brasile aveva portato Michele a impegnarsi fin dal 2010 nell’associazione “Il sorriso dei bambini” fondata dalla reggiana Barbara Olivi, con progetti nelle favelas.

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