“La morte di mio figlio”. Luciano Ligabue parla del suo tremendo dramma


Per un artista che ha raccontato tante vite attraverso le sue canzoni, parlare della sua non è mai facile. Luciano Ligabue, ospite al programma di Fabio Fazio, ha presentato il suo ultimo libro pubblicato da Einaudi, “Scusate il disordine”. Durante il programma, il cantante ha rilasciato un’intervista molto personale e toccante, parlando della sua musica, dello scoppio di un pezzo come “Urlando contro il cielo”, dei ricordi che fanno parte della sua carriera, soffermandosi anche su Bobby Solo che definisce come “il più grande narratore di aneddoti di se stesso e infine ha ripercorso il dramma di dover suonare il giorno dopo la morte del figlio appena nato. (Continua a leggere dopo la foto)

 

 

Ligabue, nei 20 minuti in cui è stato ospite ha voluto ricordare il legame di amicizia, che c’è tra lui e Fazio da molti anni. Successivamente ha scelto di parlare del brano “Urlando contro il cielo” (estratto dall’album “Lambrusco coltelli rose e pop corn, definendola come una delle canzoni simbolo per il cantante): la penultima traccia dell’album infatti è una su cui non avrebbe mai scommesso e che invece si è rivelato uno dei più grandi successi per il cantante. “Urlando contro il cielo” inizialmente si trovava in una situazione sfigatissima nelle classifiche: situazione che cambio rapidamente quando cominciarono a suonarla dal vivo, mandando fuori di testa i fan. “Non era un singolo, ma vista la reazione ne facemmo un video live e, dalla prima volta che l’abbiamo fatta, è diventato il coro prima che cominci qualsiasi concerto. (Continua a leggere dopo le foto)

 

 

Sicuramente, uno dei momenti più toccanti dell’intervista, è stato quando Ligabue ha raccontato la storia che chiude il suo libro, affrontando argomenti molto difficile e parlando di come sia importante il pubblico.“Trovarsi dopo la nascita di un figlio che muore e il giorno dopo c’è il primo concerto voce e chitarra, è la condizione più nuda. Però al di là del fatto che è il racconto del concetto di ‘the show must go on’, io l’esperienza l’ho vissuta veramente e so che significa e so anche il beneficio che ne ho ricavato. Ero a pezzi, non ero in grado e mi sono poggiato su di loro: è crudele che quando uno deve vivere un momento suo sia costretto ad allietare altri animi, ma è anche vero che riesci a beneficiare del contatto.” Per chiudere ha parlato del suo nuovo disco ancora in fase di composizione, lasciando intendere ai suoi numerosissimi fan che sarà molto diverso dai precedenti: “È un disco di cui non si può dire nulla, un concept album, un’unica storia raccontata attraverso tante canzoni, mi ci sto appassionando sempre di più”.

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