Bufera su Striscia la Notizia, il fuori onda inchioda Greggio e Iacchetti: “Vergognosi” – Caffeina


Bufera su Striscia la Notizia, il fuori onda inchioda Greggio e Iacchetti: “Vergognosi”


Bufera su Striscia la Notizia. Tutta colpa di un fuorionda. Non si sa quanto di verità e di ironico ci sia visto che la clip è stata caricata sul sito ufficiale Medieset, fatto sta che ha fatto imbestialire tutti. Nel fuorionda il cane di Striscia la Notizia sale sul bancone ed Ezio Greggio dice:“Vai da Barbara d’Urso che è una collega. Vai su”. E la risposta della rete non si è fatta attendere: “Dare della cagna a una donna è orrendo. Un esempio vergognoso di violenza verbale contro una donna”

Ma c’è chi lo difende: “Onestamente non credo proprio che l’interpretazione che molti hanno dato a questa “battuta” sia corretta. Non penso che Ezio Greggio si sognerebbe mai di dare a nessuna sua collega (e a nessuna donna) della cag*a. Inoltre la d’Urso ha più volte detto di avere un ottimo rapporto con tutto il team di Striscia la Notizia, quindi sono certo che si tratti solo di una battuta poco pensata”. Continua dopo la foto

Ieri le polemiche non erano mancate neppure per Barbara D’Urso e l’ospita concessa a Mercedesz Henger che si è lasciata andare a una lunga confessione in cui ha parlato del suo padre biologico, che non è Riccardo Schicchi. Una storia rimasta per anni sepolta che ha causato a Mercedesz Henger sofferenza e dolore. Ma che non cambia il profondo sentimento di amore nei confronti dell’uomo che l’ha cresciuta. Continua dopo la foto

“Non dirò mai che Riccardo non è mio padre, Riccardo è mio padre a tutti gli effetti – dice Mercedesz Henger – Tranne quello biologico. Io questa cosa la so da quando avevo 17 anni, me l’ha detto mia mamma. Voleva aspettare che diventassi maggiorenne per dirmelo, ma stavo per partire per Londra così me lo ha detto”. Continua dopo la foto

E ancora: “Insomma, qualche dubbio l’ho sempre avuto, non sono ottusa. Non mi chiamo Henger di cognome, io ho un cognome ungherese. A scuola qualche maestro poco professionale mi chiedeva come mai avessi il cognome diverso da quello di mio fratello. Avevo 7-8 anni. Quando lo chiedevo a mia mamma lei mi rispondeva che era una tradizione ungherese e che quello era il secondo nome di mio nonno”.

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