“Ecco come ha aspettato la morte”. Il racconto struggente degli ultimi istanti di vita di Marina Ripa di Meana


Fino all’ultimo le è stata vicina. Maria Antonietta Farina Coscioni non ha mai lasciato la mano di Marina Ripa di Meana. Adesso, intervistata da Repubblica, racconta gli ultimi istanti dell’attrice scomparsa nei giorni scorsi e come la ha aiutata nella sua ultima decisione di ricorrere alla sedazione palliativa profonda.«Come molti altri in Italia non sapeva della possibilità della sedazione palliativa profonda – racconta – Quando le ho spiegato che cosa era e che avrebbe potuto farla a casa le si sono illuminati gli occhi, si è sentita sollevata, ha sentito di avere davvero libertà di scelta. Ha avuto un primo incontro amichevole con la dottoressa Luigia Clarici, palliativista, che le ha illustrato nel dettaglio il percorso della sedazione. Marina ha subito deciso che si sarebbe dovuto far sapere che esiste questa possibilità», spiega. Si tratta di un sistema diverso dal suicidio assistito: «Nella sedazione palliativa si somministra una sostanza che induce il sonno, appunto una sedazione profonda. Nel secondo caso, invece, si prepara un farmaco che deve portare la morte. Il malato che sceglie la sedazione profonda (Continua dopo la foto)
È addormentato fino al momento in cui sopraggiunge la morte, non percepisce l’agonia del corpo». «C’è una discriminante precisa: non si somministra un farmaco che porta alla morte in un tempo ben preciso, che nel suicidio assistito può essere cronometrato. Il tempo di sedazione profonda, invece, dipende dalle condizioni del malato, che passa le sue ultime ore in un sonno profondo». Marina Ripa di Meana, l’irriverente e anticonformista regina dei salotti si è spenta il 5 gennaio 2018 dopo una lunga malattia. Aveva 76 anni e combattuto una battaglia lunga 16 anni contro un tumore. Ma evidentemente sapeva che stava arrivando il momento di lasciarsi andare. Le sue ultime apparizioni in tv risalgono allo scorso anno. (Continua dopo le foto)
Era andata ospite nello studio di Pomeriggio Cinque di Barbara D’Urso, dove aveva raccontato con coraggio e senza timori la drammatica lotta contro il cancro mostrando anche gli esiti di un trattamento medico che le aveva procurato uno choc anafilattico: deformazione di viso e corpo, con evidenti rigonfiamenti. In una puntata de La vita in diretta su Rai1, invece, parlava della lotta al cancro come se la stesse combattendo un’altra persona: “Il male non deve impadronirsi di te, tu non sei la malattia”, ripeteva, spiegando che quella brutta bestia l’aveva resa migliore. Con la morte di Marina il mondo dello spettacolo perde un personaggio unico. Irriverente, sì, ma autentico e coraggioso, che ha fatto la storia del costume italiano.

To Top