Bimba ridotta in fin di vita dal patrigno, la mamma: “Lo amo, non lo abbandono” – IL VIDEO – Caffeina


Bimba ridotta in fin di vita dal patrigno, la mamma: “Lo amo, non lo abbandono”


“Lui è la mia vita, è giusto che sia in carcere, ma io comunque non lo abbandono”. Sono le parole che Sara, la mamma della bimba di due anni picchiata e ridotta in fin di vita dal patrigno (finito in manette con l’accusa di tentato omicidio) ha detto a Il Messaggero. Parole quelle della lunga intervista rilasciata al quotidiano che sui social hanno già generato una polemica, perché è una storia choc quella che arriva da Genzano di Roma e che si è consumata tra le mura della casa in periferia dove la coppia, che è andata a convivere un paio di mesi fa e che programmava le nozze per la prossima primavera, vive con le figlie di lei. Due gemelline di appena 23 mesi, di cui una ora ricoverata in prognosi riservata all’ospedale romano Bambino Gesù, e un’altra bambina.

Quando è avvenuto il fatto Sara non era in casa. Ma sul corpo di una delle sue gemelle sono stati trovati lividi, un profondo ematoma in testa e anche morsi nella zona dell’ombelico. Non è ancora stata dichiarata fuori pericolo e sarà sottoposta a una delicata operazione al cervello. (Continua dopo la foto)

Federico Zeolo, 24 anni originario di Campobasso, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio per l’aggressione a una delle bambine della compagna. Ieri, dopo aver picchiato la bimba, ha telefonato alla fidanzata e ha provato a giustificarsi: “La piccola sta male, si è svegliata ed è svenuta”. Così ha provato a dire ai medici anche la madre, ma i lividi raccontavano un’altra storia e lei ha poi rivelato che la piccola era stata picchiata dal compagno. “È stato un raptus, piangeva troppo forte. Non volevo”, avrebbe poi confessato il 24enne. (Continua dopo la foto)

“Sua madre mi ha spiegato che è malato – ha raccontato la giovane mamma sempre al Messaggero -, ha una specie di schizofrenia. Io lo amo, ma non so se riesco a perdonarlo. Lo so cosa penseranno tutti di me, che sono una madre disgraziata, ma lui è la mia vita. È giusto che sia in carcere, ma devono aiutarlo perché lui non vuole prendere le medicine. Io comunque non lo abbandono”. (Continua dopo la foto)

“Si arrabbia spesso, sbotta, poi si pente ma io non mi arrabbio, lo lascio sfogare – ha proseguito – Non ha mai alzato le mani su di noi, a parte qualche sculacciata o rimprovero. Ci tiene all’educazione ma io ho sempre permesso alle bambine di fare come vogliono, insomma ogni tanto fanno cadere qualcosa quando rovistano nei cassetti e lui si arrabbia. Ci amiamo, con le bambine eravamo felici, dormiamo tutti in una stanza e ci vediamo la televisione sul lettone”, ha raccontato ancora Sara.

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